Mi fanno notare che ormai è da molto (troppo?) tempo che non scrivo su questo blog. Per l'esattezza, da ormai quasi due mesi.
Due mesi durante i quali non ci sono stati stravolgimenti cruciali nella mia vita.
Due mesi che ho passato in una sorta di piacevole (e colpevole) torpore.
Due mesi durante i quali ho fatto progetti e mi sono avventurato su strade che poi ho lentamente abbandonato lasciandomi scivolare addosso l'entusiasmo iniziale (succede spesso, spessissimo).
Due mesi di ozio durante i quali ho ascoltato tantissima musica ed ho letto centinaia di pagine.
Ho letto "Schioma" di Antonio Pagliara (che consiglio vivamente a qu
ei pochi che passano da questi dimenticati lidi) ed ho capito che appunto questa schioma deve essere qualcosa che risiede nel corredo genetico di chi nasce in questa estrema penisola; è inutile lottarci contro in una battaglia persa in partenza, meglio arrendersi all'ineluttabile esito con borbonica rassegnazione. Fossi nato chessò in Veneto, a venticinque anni magari avrei già un'impresina produttrice di tappi in sughero ben avviata, evaderei le tasse, voterei Lega Nord ed andrei in giro in Mercedes tra uno spritz e l'altro (evviva gli stereotipi).
Sono nato in un paese di stoici ulivi secolari e strafottenti muri a secco, che da secoli restano bellamente immobili a guardare il mondo che scorre intorno e a farsi sbattere dal vento; le pietre restano lì, cascasse il mondo loro sono lì, immobili, unica certezza. Basta.
Le mie aspirazioni attuali sono andare al mare questo weekend e, a lungo termine, incassare del contante dovutomi e quindi partire per un viaggetto fuori confine, in agosto. Il resto è troppo lontano, per ora.
Intanto intorno a me le cose che sono cambiate in questi due mesi mi ricordano che se pure io sono rimasto fermo, il mondo se ne è infischiato ed ha continuato a girare. E sono passati due mesi.
Due mesi durante i quali il giallo si è fatto spazio nei campi annunciando il periodo della mietitura.
Due mesi durante i quali hanno fatto capolino le prime inoffensive zanzare compagne nelle notti insonni e appiccicaticce.
Due mesi durante i quali il sole sembra volersi attardare sempre di più, stanco anche lui da milioni di anni sempre uguali.
Due mesi durante i quali la schima si è fatta inesorabilmente starda in ogni nervo ed in ogni muscolo.
Due mesi durante i quali questa Italia sembra diversa, in peggio.
Due mesi durante i quali non ci sono stati stravolgimenti cruciali nella mia vita.
Due mesi che ho passato in una sorta di piacevole (e colpevole) torpore.
Due mesi durante i quali ho fatto progetti e mi sono avventurato su strade che poi ho lentamente abbandonato lasciandomi scivolare addosso l'entusiasmo iniziale (succede spesso, spessissimo).
Due mesi di ozio durante i quali ho ascoltato tantissima musica ed ho letto centinaia di pagine.
Ho letto "Schioma" di Antonio Pagliara (che consiglio vivamente a qu
ei pochi che passano da questi dimenticati lidi) ed ho capito che appunto questa schioma deve essere qualcosa che risiede nel corredo genetico di chi nasce in questa estrema penisola; è inutile lottarci contro in una battaglia persa in partenza, meglio arrendersi all'ineluttabile esito con borbonica rassegnazione. Fossi nato chessò in Veneto, a venticinque anni magari avrei già un'impresina produttrice di tappi in sughero ben avviata, evaderei le tasse, voterei Lega Nord ed andrei in giro in Mercedes tra uno spritz e l'altro (evviva gli stereotipi).Sono nato in un paese di stoici ulivi secolari e strafottenti muri a secco, che da secoli restano bellamente immobili a guardare il mondo che scorre intorno e a farsi sbattere dal vento; le pietre restano lì, cascasse il mondo loro sono lì, immobili, unica certezza. Basta.
Le mie aspirazioni attuali sono andare al mare questo weekend e, a lungo termine, incassare del contante dovutomi e quindi partire per un viaggetto fuori confine, in agosto. Il resto è troppo lontano, per ora.
Intanto intorno a me le cose che sono cambiate in questi due mesi mi ricordano che se pure io sono rimasto fermo, il mondo se ne è infischiato ed ha continuato a girare. E sono passati due mesi.
Due mesi durante i quali il giallo si è fatto spazio nei campi annunciando il periodo della mietitura.
Due mesi durante i quali hanno fatto capolino le prime inoffensive zanzare compagne nelle notti insonni e appiccicaticce.
Due mesi durante i quali il sole sembra volersi attardare sempre di più, stanco anche lui da milioni di anni sempre uguali.
Due mesi durante i quali la schima si è fatta inesorabilmente starda in ogni nervo ed in ogni muscolo.
Due mesi durante i quali questa Italia sembra diversa, in peggio.
EgoManiacKid @ 01:03 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
...tipo, un armadietto che non serviva più e che con sei assi di legno inchiodate all'interno diventa un meraviglioso mobiletto porta cd tutto mio; peccato solo che nella foto fosse ancora in fase di riempimento, mentre ora è completamente pieno in tutti i ripiani e di cd ne restano ancora. In compenso dopo svariati anni posso vedere nuovamente le pareti della mia stanza.
Il successo - presunto, ché in questi casi sui numeri ci sono sempre almeno due versioni - riscosso dal V-day é sintomo di quello che piace fare all'Italia del giorno d'oggi: lamentarsi, sempre e comunque, lamentarsi ed autocommiserarsi ad oltranza. E Grillo é prototipo e capobanda di 300.000 lamentosi e qualunquisti italiani che del "sentito dire" hanno fatto la loro filosofia e il loro alibi, perché così é più comodo. L'ha detto il tiggì, l'ha detto la radio, l'ha detto Grillo, ed allora tutti in piazza a firmare. Grillo in fondo non é tanto diverso dai tanti
dronanza dei mezzi di comunicazione e la consapevolezza che la gente, intesa come "massa" e non come "singolo individuo", costituisce un'entità estremamente stupida e malleabile. Questa consapevolezza é il punto di forza di Grillo, che ha modi da istrione e sa anche che alla gente piace ridere più che piangere, ovvio no? Poi poco importa se quel che predichi é solo una banale favoletta: l'importante é la convinzione nel dire, e allora tutto é credibile, dai complotti contro Skype agli insabbiamenti sull'auto elettrica al tema degli altri sciò che sinceramente non ho seguito né ho intenzione di. Che poi Grillo alla fine fa pure ridere, ci riesce bene, perché sembra un orsacchiotto incazzoso, e come tale é un ossimoro vivente (agli orsetti del cuore per esempio tu premevi la pancia e loro al massimo ti ripetevano un poco credibile "ti voglio bene", mai un "vaffanculo"), e fa un po' tenerezza vederlo sbraitare contro tutto, che ricorda un gracchiante Paperino senza becco e con più panza. Ma é un comico, il suo lavoro è far ridere, e questo é il punto: non é che propone un'alternativa concreta, lui si lamenta e manifesta. All'Italia piace manifestare ma non piace agire. All'Italia piace Grillo. Aristotelico.







