
[Seth Cohen nell'istante in cui realizza di essere sempre stato un inconsapevole fan dei Velveteen, e si accinge a strappare il biglietto del concerto dei Death Cab For Cutie]
La Cogne della scena indie: se ne parla qui, qui, qui, qui e poi ancora qui.
Io mi chiedo: fosse giunto in redazione il disco dei misconosciuti crucchi Velveteen nella sua anonima (ed odiosa, che già vale mezzo voto in meno) bustina di plastica trasparente, su CD-R, titolo scritto con pennarello, corredato di copertina stampata "a getto di inchiostro", bene, questo disco che trattamento avrebbe ricevuto? Avrebbe mai avuto la minima possibilità di entrare nel novero delle nomination a "disco del mese"? Si sarebbe letta una recensione speculare a quella pubblicata, unica differenza Velveteen sta per DCFC? O forse il tutto sarebbe stato liquidato con quattro righe neutre ed un'inoffensiva sufficienza politica?
E se il voto viene dato solo ad un nome, che senso ha tutto il resto, recensioni e cliché e inchiostro e cellulosa?
Io mi chiedo: fosse giunto in redazione il disco dei misconosciuti crucchi Velveteen nella sua anonima (ed odiosa, che già vale mezzo voto in meno) bustina di plastica trasparente, su CD-R, titolo scritto con pennarello, corredato di copertina stampata "a getto di inchiostro", bene, questo disco che trattamento avrebbe ricevuto? Avrebbe mai avuto la minima possibilità di entrare nel novero delle nomination a "disco del mese"? Si sarebbe letta una recensione speculare a quella pubblicata, unica differenza Velveteen sta per DCFC? O forse il tutto sarebbe stato liquidato con quattro righe neutre ed un'inoffensiva sufficienza politica?
E se il voto viene dato solo ad un nome, che senso ha tutto il resto, recensioni e cliché e inchiostro e cellulosa?
EgoManiacKid @ 13:52 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
The Smashing Pumpkins - American Gothic EP
Il successo - presunto, ché in questi casi sui numeri ci sono sempre almeno due versioni - riscosso dal V-day é sintomo di quello che piace fare all'Italia del giorno d'oggi: lamentarsi, sempre e comunque, lamentarsi ed autocommiserarsi ad oltranza. E Grillo é prototipo e capobanda di 300.000 lamentosi e qualunquisti italiani che del "sentito dire" hanno fatto la loro filosofia e il loro alibi, perché così é più comodo. L'ha detto il tiggì, l'ha detto la radio, l'ha detto Grillo, ed allora tutti in piazza a firmare. Grillo in fondo non é tanto diverso dai tanti
dronanza dei mezzi di comunicazione e la consapevolezza che la gente, intesa come "massa" e non come "singolo individuo", costituisce un'entità estremamente stupida e malleabile. Questa consapevolezza é il punto di forza di Grillo, che ha modi da istrione e sa anche che alla gente piace ridere più che piangere, ovvio no? Poi poco importa se quel che predichi é solo una banale favoletta: l'importante é la convinzione nel dire, e allora tutto é credibile, dai complotti contro Skype agli insabbiamenti sull'auto elettrica al tema degli altri sciò che sinceramente non ho seguito né ho intenzione di. Che poi Grillo alla fine fa pure ridere, ci riesce bene, perché sembra un orsacchiotto incazzoso, e come tale é un ossimoro vivente (agli orsetti del cuore per esempio tu premevi la pancia e loro al massimo ti ripetevano un poco credibile "ti voglio bene", mai un "vaffanculo"), e fa un po' tenerezza vederlo sbraitare contro tutto, che ricorda un gracchiante Paperino senza becco e con più panza. Ma é un comico, il suo lavoro è far ridere, e questo é il punto: non é che propone un'alternativa concreta, lui si lamenta e manifesta. All'Italia piace manifestare ma non piace agire. All'Italia piace Grillo. Aristotelico.










