venerdì, 30 maggio 2008 | in : riflessioni insane, cinismo e fastidio
Mi fanno notare che ormai è da molto (troppo?) tempo che non scrivo su questo blog. Per l'esattezza, da ormai quasi due mesi.
Due mesi durante i quali non ci sono stati stravolgimenti cruciali nella mia vita.
Due mesi che ho passato in una sorta di piacevole (e colpevole) torpore.
Due mesi durante i quali ho fatto progetti e mi sono avventurato su strade che poi ho lentamente abbandonato lasciandomi scivolare addosso l'entusiasmo iniziale (succede spesso, spessissimo).
Due mesi di ozio durante i quali ho ascoltato tantissima musica ed ho letto centinaia di pagine.

Ho letto "Schioma" di Antonio Pagliara (che consiglio vivamente a qu"Natureei pochi che passano da questi dimenticati lidi) ed ho capito che appunto questa schioma deve essere qualcosa che risiede nel corredo genetico di chi nasce in questa estrema penisola; è inutile lottarci contro in una battaglia persa in partenza, meglio arrendersi all'ineluttabile esito con borbonica rassegnazione. Fossi nato chessò in Veneto, a venticinque anni magari avrei già un'impresina produttrice di tappi in sughero ben avviata, evaderei le tasse, voterei Lega Nord ed andrei in giro in Mercedes tra uno spritz e l'altro (evviva gli stereotipi).
Sono nato in un paese di stoici ulivi secolari e strafottenti muri a secco, che da secoli restano bellamente immobili a guardare il mondo che scorre intorno e a farsi sbattere dal vento; le pietre restano lì, cascasse il mondo loro sono lì, immobili, unica certezza. Basta.

Le mie aspirazioni attuali sono andare al mare questo weekend e, a lungo termine, incassare del contante dovutomi e quindi partire per un viaggetto fuori confine, in agosto. Il resto è troppo lontano, per ora.
Intanto intorno a me le cose che sono cambiate in questi due mesi mi ricordano che se pure io sono rimasto fermo, il mondo se ne è infischiato ed ha continuato a girare. E sono passati due mesi.
Due mesi durante i quali il giallo si è fatto spazio nei campi annunciando il periodo della mietitura.
Due mesi durante i quali hanno fatto capolino le prime inoffensive zanzare compagne nelle notti insonni e appiccicaticce.
Due mesi durante i quali il sole sembra volersi attardare sempre di più, stanco anche lui da milioni di anni sempre uguali.
Due mesi durante i quali la schima si è fatta inesorabilmente starda in ogni nervo ed in ogni muscolo.
Due mesi durante i quali questa Italia sembra diversa, in peggio.
EgoManiacKid @ 01:03 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
Per esempio, quando in un cinema capiti di fianco all'individuo che non può fare a meno di commentare (quasi sempre banalmente) più o meno ogni scena del film insieme a chi lo accompagna; se senti la necessità incontenibile di fare conversazione potresti optare per una birra al pub o per un 144, no? E tu dietro smettila di agitarti e prendere a calci il mio schienale con cadenza fissa di due colpi ben assestati ogni cinque minuti! Chiedo troppo?

PS: quando la notte inizi a sognare di essere con una combriccola di Spartani a fondare una colonia in Sicilia ed in quel mentre arrivano dei Cartaginesi che vogliono menarvele di santa ragione (e non ho ancora visto 300, eh), forse vuol dire che hai esagerato con la full immersion nella tesina di Storia Greca.

"There's more to life than books you know,
but not much more"


EgoManiacKid @ 01:02 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, 05 febbraio 2008 | in : musica, cinismo e fastidio
Lasciando un commento a questo post esprimerai il tuo consenso a porre fine all'abuso indiscriminato ed immotivato del termine "indie" nelle pagine dei gruppi su myspace.

Questa moratoria è supportata da Giuliano Ferrara (che ha già iniziato uno sciopero della doccia, quindi se non volete morire asfissiati vi si consiglia caldamente di sottoscrivere) e da Mino Reitano, l'unico vero artista indie italiano (qui un rarissimo video in cui suona la chitarra insieme ai Pulp: lui, lo avrete riconosciuto tutti, è quello in camicia rossa).
EgoManiacKid @ 16:46 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
Ultimamente mi capita troppo spesso di sentirmi estraneo alle situazioni in cui mi trovo; in questi casi vivo una sorta di esperienza extracorporale, con me stesso ad osservarmi dal di fuori e pensare: "Ma che cazzo c'entro io qui? Come ci sono finito? Quando?". Succede di stare seduto in un pub a sentire musica che non ti piace e fare battute scontate ed assentire passivamente ai discorsi assurdi e megalomani di gente che non conosci. Fai sisì con la testa e sorridi, ripetendoti dentro: "Tra poco tutto sarà solo un ricordo, ma tu ora fai un altro sforzo e non aprire quella bocca; ecco, ficcaci un altro sorridente sisì con la testa, che piace sempre a tutti, ma non dire quello che pensi".

Poi succede di trovarsi con gente che conosci da quando ancora non avevi neanche un filo di barba, e scopri che le idee di divertimento reciproche devono avere imboccato le due direzioni opposte ad un bivio in qualche punto della vita. E sei di nuovo lì a sorridere ebete e fare ancora sisì con la testa. E intanto l'altro te stesso ti guarda, tu compresso come una bomboletta di deodorante spray, e se la ghigna; ti guarda e ride mentre dice: "So a cosa stai pensando, ma te la sei cercata tu, ed ora ci sei dentro".

L'ultima qualche ora fa. Succede di giocare a calcetto ogni giovedì sera (che già non sai perché ogni giovedì ti ostini a ripetere lo stesso rito, quando sei nasega a calcio, ma glissiamo). Succede che dopo la partita, non sai come e perché, viene fuori il discorso che il governo è defunto stecchito, e qualcuno pronuncia la fatidica frase delle frasi "Finalmente ce ne siamo liberati, di Prodi, che quello lì stava rovinando l'Italia"; e in quattro che ti circondano si sciolgono in commenti di approvazione. Questa volta non puoi fare sisì con la testa, proprio no, ma c'è sempre quel cazzo di sorriso sulla faccia, metà ebete e metà amaro. In testa ti passano i mille commenti possibili, dal più diplomatico al più corrosivo; scorrono su un tabellone elettronico tipo quelli in autostrada; il tabellone è nero ed i commenti sono rossi ed in stampatello. Alla fine taci e ti chiedi che cazzo ci fai lì.

Sarà che sto diventando intollerante e represso.
EgoManiacKid @ 01:33 | commenti (popup) | commenti
Dopo un po' di tempo senza scrivere, la somma legge dei blog mi imporrebbe, in fine di 2007/inizio di 2008, di buttare giù uno di quei post di bilanci sulla trecentosessantacinque giorni appena trascorsa, oppure di propositi (opportunamente formattati con elenco a pallini) per la dodicimesi a venire, o una di quelle autoreferenzialissime classifiche del meglio (o del peggio) della quattrostagioni passata.

Però la storia è che nella mia mente ho partorito tutto ciò, ma non c'ho voglia.
Sarà che di questo tempo tutto, sangue e resto delle risorse vitali, viene deviato in direzione stomaco per sostenere sessioni digestive ad orario continuato, ma momentaneamente mi sento in stand-by.
Dato che però coltivo l'autoreferenzialità (sennò perché avere un blog?) ed ho letto "Alta Fedeltà", una discutibile classifica musicale ed un podcast arriveranno (prima o poi).

EgoManiacKid @ 17:11 | commenti (1)(popup) | commenti (1)