sabato, 29 settembre 2007 | in : scatti, scritte sui muri, street art, stickering
Da ieri ho una pagina piena di foto su Flickr: non sopporto che dopo 200 foto inizino a cancellarti i vecchi scatti - se non sganci il sonante - ma Fotolog proprio non lo reggo, quindi... E poi qui si possono posizionare gli scatti su una carta del mondo (potrei perderci giornate su una cartina), e c'é pure un gruppo sui cartelli stradali ed uno sullo Stickering, e non é strapieno di ominidi con ciuffi improbabili che si fanno foto molto improbabili reggendo la macchina fotografica con una mano e ammiccando in modo ancor più improbabile davanti ad un obiettivo.

La mia pagina su Flickr
EgoManiacKid @ 11:22 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, 28 settembre 2007 | in : musica, recensioni
Questa recensione si può leggere anche su Indie for Bunnies

1990s - CookiesPochi tratti, nome del gruppo e titolo del disco su fondo bianco: una copertina essenziale, un po’ come la musica che è celata nell’involucro. Ma un dettaglio è fondamentale, in questa copertina: leggi Rough Trade in alto a sinistra, e sai già che molto probabilmente non resterai deluso da quello che stai per ascoltare. I 1990s, a dispetto di un nome che rievoca alla mente la decade d’oro del britpop, per la loro opera prima volgono lo sguardo ben più indietro nel tempo, a quei Seventies di francobolli psichedelici e di amplificatori valvolari saturati a colpi di riff, dei Kinks e del glam, di David Bowie e di Lou Reed su tutti.
Jackie McKeown, faccia da folletto e leader del gruppo, Jamie McMorrow, ex-bassista (ex perché proprio mentre scrivo apprendo dal sito ufficiale che ha appena lasciato la band) e Michael McGaughrin, batterista, sono loro i tre 1990s: tre nomi che tradiscono subito la provenienza scozzese, più precisamente dalla prolifica Glasgow, già casa di gente come Jesus and Mary Chain, Belle and Sebastien, Travis e Franz Ferdinand, tanto per citare qualcuno a caso. Spulciando il curriculum della band si scopre poi che Jackie e Jamie1990s hanno suonato negli Yummy Fur insieme ad Alex Kapranos e Paul Thompson, 2/4 dei Franz Ferdinand: ecco che le varie parti del puzzle 1990s si ricompongono e diventano sempre più chiare le loro coordinate musicali. Indie rock, si, ma senza pretese intellettualoidi né attitudini maniaco depressive che fanno tanto cool in certi ambienti: i 1990s invece sono spudoratamente dei cazzoni fuori di testa, e si sente ben chiaro che suonano per divertirsi e divertire. Irriverenti e sfacciati quando ripetono “My cult status keeps me alive”, spesso completamente sboccati, a tratti al limite della decenza, i tre di Glasgow riescono a buttare giù una manciata di brani dall’esuberante freschezza e semplicità. Non si resiste ai motivetti facili di pezzi come “You’re Supposed To Be My Friend” o “Arcade Precinct”, ai riff di chitarra belli tondi ed orecchiabili (e qui ci sono tutti i cugini Franz Ferdinand) e al calore di un suono deliziosamente vintage.
Un disco ad alta gradazione alcolica, questo “Cookies”, con un aroma molto retrò, che tra controcanti, fischi e lalalà gira nel lettore che é un piacere e porta una fresca folata di vitalità e divertimento: consigliatissimo per fronteggiare lo stress da autunno impellente.

Voto: 7,5/10



Tracklist:

1. You Made Me Like It
2. See You At The Lights
3. Cult Status
4. Arcade Precinct
5. Switch
6. Enjoying Myself
7. You're Supposed To Be My Friend
8. Pollokshields
9. Risque Pictures
10. Weed
11. Thinking Of Not Going
12. Situation

EgoManiacKid @ 11:00 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 26 settembre 2007 | in : musica, le favolette del pupazzo gnappo
C'era una volta un gruppo musicale tanto mieloso puccipuccioso romanticoso, tutto casa e chiesa. C'era una volta questo gruppo che faceva i video sulle panchine al chiaro di luna. Questo gruppo che si chiamava Sixpence None The Richer (che non so cosa significa, qualcuno lo sa?). Allora, dicevo, c'era 'sto gruppo che suonava una canzone intitolata "There She Goes". E suonava anche in telefilm tutti mielosi pure quelli, tipo Doson Crick. Insomma, il testo di questa canzone faceva più o meno così:

There she blows
There she blows again
Pulsing through my veins
And I just can't contain
This feeling that remains


Però il fatto é che questa canzone non é proprio loro, perché dieci anni prima già la suonavano certi tizi dalle parti di Liverpool. The La's, si chiamavano questi. E non é che fossero proprio mielosi. Nemmeno la canzone in realtà era tanto mielosa. E non é che parlasse di una ragazza. Parlava di un'altra cosa che scorre nelle vene, ecco.

Questo però i puccipucciosi Sixpence None The Richer non lo sapevano. Non gliel'aveva detto nessuno. E ci sono rimasti male quando li hanno messi al corrente dell'equivoco. Per la vergogna si sono ritirati a vita in un convento... vi stavate chiedendo che fine avessero fatto, eh?

EgoManiacKid @ 23:09 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
domenica, 23 settembre 2007 | in : faccio cose vedo gente, riflessioni insane
Attraversare il Salento da ovest ad est, su un sedile posteriore. Pranzare con parenti e parenti di parenti. Rivedere dei luoghi che un tempo erano tuoi, ed ora non lo sono più. Osservare sulla pelle degli altri (e nelle loro vite) il tempo che é passato. Ripercorrere lo stesso Salento da est ad ovest, sullo stesso sedile posteriore, lettore mp3 alle orecchie. Estraniarsi. Pensare. Guardare la strada che hai fatto tante e tante volte, una delle poche cose rimaste uguali in questi anni, mentre in cuffia suona questo pezzo:

EgoManiacKid @ 23:53 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
venerdì, 21 settembre 2007 | in : riflessioni insane
Oggi é una giornata di quelle un po' così, di quelle che il cervello se ne va a ruota libera tra paranoie varie ed eventuali, e ti capita di pensare che la vita a volte ti scivola addosso, e che non ti va l'idea di dover passare il resto della vita in un paese di trentamila persone alla periferia di tutto, che quando avevi diciott'anni non ti ci vedevi ed ora non é cambiato tanto e non ti ci vedi ugualmente, semplicemente ti ci stai immunizzando.
Inizia il periodo più di merda dell'anno.
EgoManiacKid @ 20:42 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 20 settembre 2007 | in : video, faccio cose vedo gente, nzurti vari
In attesa che il lavoro sullo scavo (momentaneamente sospeso proprio quando mi ero immunizzato alla sveglia mattutina delle 6:00) riprenda, mi chiamano pure i tipi del Servizio Civile... stai per anni a fare il nulla e poi di punto in bianco non sai che scegliere tra due cose, che se il servizio civile fosse arrivato due anni prima non ci avrei sputato sopra, ma ora é no e no. Basta!

Passando ad altro, CoolClub, per cui scrivevo saltuariamente recensioni, è temporaneamente morto pure lui, come lo scavo (il giornale soltanto però, il sito resiste), ed é davvero un peccato, ché era l'unico giornale musicale pubblicato qui, e quelli dell'associazione sono sempre gli unici a sbattersi per organizzare qualche concerto ascoltabile da queste parti, tra critiche e difficoltà. Vabbé, io ora però sono diventato un coniglio e  come tale scrivo nonpiù-saltuariamente su Indie for Bunnies, veramente ben fatto e con un'ottima squadra ed ottima musica, quindi fateci un salto (per ogni amico che portate in regalo un peluche coniglioso).

Intanto Grillo, sul quale non mi dilungherò ulteriormente, che già parole se ne sono sprecate in ogni dove, dichiara di voler distruggere i partiti, e lo farà fondando un partito: uhm, arguto.

Per concludere questo post sconclusionato due regali di noncompleanno a tutti:

1) Questo video intitolato Ondarock is Burning, una vera chicca (per chi non la conoscesse, eccovi Ondarock):

2) Questo sito, che permette di scaricare i brani musicali in solo streaming dai Myspace, semplicemente inserendo l'indirizzo della pagina della band.

Fine pubblicità progresso, bacini e rocchenroll.
EgoManiacKid @ 11:46 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
domenica, 09 settembre 2007 | in : news, riflessioni insane
V-dayIl successo - presunto, ché in questi casi sui numeri ci sono sempre almeno due versioni - riscosso dal V-day é sintomo di quello che piace fare all'Italia del giorno d'oggi: lamentarsi, sempre e comunque, lamentarsi ed autocommiserarsi ad oltranza. E Grillo é prototipo e capobanda di 300.000 lamentosi e qualunquisti italiani che del "sentito dire" hanno fatto la loro filosofia e il loro alibi, perché così é più comodo. L'ha detto il tiggì, l'ha detto la radio, l'ha detto Grillo, ed allora tutti in piazza a firmare. Grillo in fondo non é tanto diverso dai tanti umarells (leggi anziani, non necessariamente anagraficamente parlando) che passano la loro ventiquattrore a lamentarsi in una piazza di paese, in un bar lercio di paese, in un circolo per alcolisti di paese (non sempre lo stesso, di paese): magari cambia la portata delle lamentele, da locale a nazionale a globale, e cambia di certo la paBeppe Grillodronanza dei mezzi di comunicazione e la consapevolezza che la gente, intesa come "massa" e non come "singolo individuo", costituisce un'entità estremamente stupida e malleabile. Questa consapevolezza é il punto di forza di Grillo, che ha modi da istrione e sa anche che alla gente piace ridere più che piangere, ovvio no?  Poi poco importa se quel che predichi é solo una banale favoletta: l'importante é la convinzione nel dire, e allora tutto é credibile, dai complotti contro Skype agli insabbiamenti sull'auto elettrica al tema degli altri sciò che sinceramente non ho seguito né ho intenzione di. Che poi Grillo alla fine fa pure ridere, ci riesce bene, perché sembra un orsacchiotto incazzoso, e come tale é un ossimoro vivente (agli orsetti del cuore per esempio tu premevi la pancia e loro al massimo ti ripetevano un poco credibile "ti voglio bene", mai un "vaffanculo"), e fa un po' tenerezza vederlo sbraitare contro tutto, che ricorda un gracchiante Paperino senza becco e con più panza. Ma é un comico, il suo lavoro è far ridere, e questo é il punto: non é che propone un'alternativa concreta, lui si lamenta e manifesta. All'Italia piace manifestare ma non piace agire. All'Italia piace Grillo. Aristotelico.

E allora tutti a firmare un vaffanculo.

Vaffanculoooooo!!!!!
EgoManiacKid @ 15:34 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
sabato, 08 settembre 2007 | in : scatti, stickering
Kotor  (MNG), August 2007
EgoManiacKid @ 17:30 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 05 settembre 2007 | in : scritte sui muri
crollossisimo?Pericoloso entrare, crollossisimo? - Nardò, June 2006

Già comparsa sul fu mio fotolog "Scritte sui muri", quest'opera d'arte merita eterna memoria.
Osservate in religioso silenzio.
EgoManiacKid @ 22:22 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
sabato, 01 settembre 2007 | in : viaggi, vacanze, scatti, posti
In questi giorni che non ti va di fare un cazzo se non sbuffare per il caldo, ché anche a stare seduto sulla sedia per più di quindici minuti ad ascoltare mp3 ti appiccichi allo schienale in maniera irreversibile, capita che succedano cose che fino ad una settimana fa non ti aspettavi assolutamente... comunque si sviluppino 'ste cose, ormai è settembre, e tocca ripartire, visto che quelli post-viaggio sono stati gli ultimi giorni di total-relax, ché ormai agosto era andato e rimettersi a studiare il 24 sarebbe stato di cattivo gusto, (un po' come negare la mancia quando ti portano un conto di 28 euro e tu paghi con 30... viene da sè che "il resto mancia", no?)

Una settimana in Montenegro mi ha trasformato in un tunzettaro, ormai vado avanti a Digitalism, Alloy Mental, Justice, Death in Vegas e compagnia bella (sempre tunz di qualità, è ovvio) ...da quelle parti l'intera giornata era scandita dal tunz tunz continuo, ventiquattro ore al giorno per sette giorni di fila, che pure se tu attaccavi casse del vecchio pc & lettore mp3 pieno di robetta indie appositamente preparata da casa, comunque basso e batteria sparati a 1000 db del locale dall'altra parte della baia arrivavano a farti il bel remix del pezzo che stavi ascoltando, e allora via di tunz; quando torni in patria non c'è più il tunz tunz a tutte le ore, quindi Digitalism e affini ti fanno sentire ancora un po' in terra straniera...

Oltre al tunzare ininterrotto, altre cose che rimarranno del Montenegro '07: i baresi con gli occhiali a scacchi e il volume vocale decisamente et fastidiosamente troppo alto durante il viaggio di andata, 9 ore di traghetto Bari - Kotor, di notte, con sentimento di odio crescente; la pseudo dogana al porto di Kotor, due tavolini sotto un telone, dove quattro poliziotti controllavano qualche valigia e documenti, e consegnavano un visto turistico - il mio primo visto turistico! - da rendere all'uscita dal paese; la comparsa dell'ormai mitico Duro (o Djuro), il tale che ci aveva affittato l'appartamento (ci = a me e alla mia collega), che poi aveva la mia stessa età ed è arrivato in canottiera da macho, e alla fine del viaggio m'ha regalato pure una maglia del Montenegro (più grande di appena 3 taglie); due litri di birra Nik ad 1,35 € (ed in genere la birra che era più economica dell'acqua ovunque, e allora pensi che il paradiso dovrebbe essere un po' come il Montenegro); pochi italiani fino a quando non ha attraccato l'Amerigo Vespucci, e allora la città s'è riempita di marinaretti a caccia (facile indovinare di cosa), in divisa ridicola sotto un sole da 40 gradi, e di sempresimpa ggiovani napoletani (ché non è che ce l'ho con loro, ma farsi riconoscere in quasiasi parte del mondo dopo un nanosecondo é un talento. O forse ce l'ho un po' con loro?), e che fortunatamente sono arrivati il penultimo giorno di vacanza, e già te li ritrovavi sempre ovunque; le pietre sulle spiagge, che dopo 20 minuti, se per sbaglio t'addormentavi a pancia in giù, al risveglio dovevi riposizionare le costole una per una; le strada (l'unica) strettissima, da un lato il mare e dall'altro le case, e il pullman che una notte era caduto nella canaletta a bordo carreggiata e nessuno sapeva come tirarcelo fuori; il carnevale il 18 agosoto, la sfilata delle barche ed il delirio totale nella città vecchia, apoteosi di tunzare e migliaia di ragazzi come sardine, solo più ubriachi; i gin tonic & crackers con formaggio + lei quando rientravamo in casa dopo una giornata in giro, e prima di uscire di nuovo per una serata in giro; l'idea di avventurarsi in scooter a Budva "che tanto é vicino, 30 km cosa saranno mai" e "no, non pioverà, al massimo qualche goccia", e poi la strada piena di lapidi e fini altarini con gomme e cerchioni di mercedes, la pioggia e le auto che ti superano  sfrecciandoti accanto a 3 cm e strombazzando (poi s'è capito, dopo 20 minuti, che volevano dire "leva la freccia, coglione"); e poi la montagna, i tornanti, e lo scooter che riesce a stento a portarci su alla velocità di 5 km/h (se ti fermi sei perso), e poi si scende di nuovo ed ecco Budva, bella, e le nuvole, un po' meno belle, e dopo un paio d'ore piove di nuovo e già bisogna tornare al campo-base, e lo scooter non vuole ripartire, forse perché capisce che la montagna é ancora lì ad aspettarlo...  cinque minuti di sudore freddo mentre picchiavo sul pedale e passavo in rassegna tutti i mezzi alternativi per rientrare (incluso caricare il motore su una barca di pescatori e risalire l'Adriatico) e poi, come nel miglior telefilm, quando il paziente sembra perduto, una botta di defribillatore e recupero in extremis; e ancora, esportare Moira Orfei nella piazza principale di Kotor; la discoteca, ché ci dovevamo andare, ma una sera c'era troppo casino, una era chiusa, poi s'era stanchi, poi c'era troppo poco casino, quindi tirando le somme niente Maximus, ma comunque tanto tunz tunz; lo Scorpio, il locale dove passavano la musica più decente (ovviamente remixata, eh!); mangiare da scoppiare con pochissimo; io che non riesco proprio a dormire perché ho bevuto il Guarana, una simil Red Bull che ti trasforma in una specie di gufo cocainomane; dormire insieme; il panorama dal balcone di casa, il mare e le montagne e tutto il resto; le onde del ritorno,il traghetto  Kotor - Bari di notte con tutte le sedie occupate e il mal di mare a go-go.
Una settimana da ricordare.


EgoManiacKid @ 18:37 | commenti (1)(popup) | commenti (1)